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La Grande Puzza di Londra
La Grande Puzza
Londra ha sempre avuto grossi problemi a smaltire i suoi rifiuti
(tema di attualità in Italia in questo periodo). Per secoli, i prodotti di scarto delle case e i rifiuti solidi e liquidi umani, venivano gettati dalle finestre direttamente sulla strada o gettati nel fiume.
Nel 1290, i Frati Bianchi fecero una prima interpellanza al
Parlamento dicendo che i maleodori che provenivano dal fiume erano così intensi (oltre che pericolosi visto che uccidevano un sacco di persone) da coprire l'odore dell'incenso più acre acceso nella chiesa 24 ore al giorno.
Si arrivò con il problema irrisolto fino al 1427, anno
in cui fu fondata la prima commissione per le fogne cittadine. Quest'ultima
malgrado i buoni auspici non servi molto e venne ricordata per essere luogo di
corruzione e inefficienza. I londinesi erano molto recalcitranti a
cambiare il loro modo di fare. Nel 15th secolo lo scrittore Samuel Pepys annotò in una pagina del suo
famoso diario, che la moglie si era fermata in una
via affollata per fare "i suoi bisogni". Non era un caso, tutti facevano così, non c'erano altri luoghi per farlo.
Fino a quasi tutto il 19th secolo c'erano a Londra solo 15 miglia di fogne. I gabinetti si trovavano solo nelle ville più importanti. La situazione, man mano che la popolazione
della città aumentava sempre di più, si trasformò da difficile a quasi impossibile. Il 1858, l'apice dell'età
vittoriana, il culmine della potenza dell'impero britannico, fu anche ricordato
a Londra come l'anno della "Grande Puzza", con le persone che si dovevano coprire con un fazzoletto il naso ogni volta che uscivano di casa per evitare di sentirsi male!
La puzza era una cosa come detto impossibile da
evitare, che rendeva la quotidianità nella capitale inglese veramente difficile, ma il rischio di epidemie era molto più grave. Il
vaiolo e il tifo decimavano ogni tanto le popolazioni dei
quartieri più affollati e degradati delle città europee, ma quando l'epidemia di colera toccò Londra, nulla fu in grado di fermarla e per la città fu una ecatombe.
Dopo questo dramma si cercò finalmente di prendere provvedimenti risolutivi,
una una sanità e salubrità pubblica più moderna. Il riformatore Edwin Chadwik mise in questo impegno gran parte delle sue risorse e del suo tempo. Nel 1858 il Parlamento
inglese approvò la prima Legge per la Purificazione del
Tamigi. Un anno dopo l'ingegnere Joseph Bazalgette cominciò un grandioso schema
per la costruzione di 1300 miglia di tunnel fognari. Il suo lavoro trasformò Londra, il colera scomparve e le persone poterono finalmente camminare nelle strade senza sentirsi male dalla puzza.
La Londra moderna che in gran parte vediamo oggi, nacque in quel periodo e da
quelle trasformazioni civiche. Le città e gli stati hanno di tanto in tanto
bisogno di queste rivoluzioni di civiltà che magari difficilmente compariranno
sui libri di storia, ma che al pari di molte battaglie e di scontri ideologici
cambiano la fisionomia dei luoghi in questo caso proiettandoli verso il
progresso. Situazioni come la Londra della Grande Puzza esistono ancora oggi,
pensate per esempio all'emergenza rifiuti in Campania o alla nostra rete idrica
bucata. A voi le riflessioni.
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