Florence Nightingale

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La vita di Florence Nightingale

I genitori di Florence Nightingale erano inglesi: il padre era William Edward Shore (che cambiò il cognome in Nightingale che è in italiano il nostro "Usignolo"), la madre Frances Smith ("Fanny") era figlia di una nobile e agiata famiglia. Si erano sposati nel 1818 e fecero una luna di miele in Europa di ben due anni. A Napoli, il 19 aprile del 1819, nacque la loro prima figlia che chiamarono Frances Parthenope ("Pop") a ricordo del nome antico della città.
A Firenze nacque la nostra eroina, il 12 maggio del 1820; fu chiamata Florence a ricordo, appunto, della città toscana; nacque a Villa Colombaia, vicino Porta Romana.
La famiglia, tornò in Inghilterra nel 1821, quando Florence aveva solo 1 anno. Le due figlie vissero coi genitori nelle loro due case di proprietà: in estate a Lea Hurst nel Derbyshire, in inverno a Embley nell'Hampshire. Oggi Lea Hurst è una casa di riposo ed Embley una scuola.
Furono educate negli studi in modo approfondito dal padre stesso.  Partenope eccelleva nella pittura e Florence nell'insegnamento. Nel febbraio del 1837 Florence sentì "la voce di Dio" che la chiamava al Suo servizio ma, come lei disse, non capiva come avrebbe potuto farlo. Comunque iniziò a visitare i malati nei paesini vicini e negli ospedali pur non essendo i suoi genitori d'accordo perché a quei tempi era considerato disdicevole che una signora facesse l'infermiera.

Fece un viaggio in Europa insieme ad una coppia di amici, Charles e Selina Bracebridge, nel 1849; visitarono l'Italia, l'Egitto e la Grecia. Tornarono in Inghilterra nel 1850, non prima di essere stati in Germania a Kaiserswerth, vicino Dusseldorf, dove conobbe Padre Theodore Fliedner e il suo Ospedale. Florence scrisse, richiesto da lui, un pamphlet sull'Ospedale stesso.

Nel 1851 Florence tornò a Kaiserswerth per tre mesi come studentessa (ne è rimasto anche un originale "Curriculum vitae"). Adesso era una infermiera, come voleva da sempre. Da allora non fece più ritorno alla casa di famiglia, avendo iniziato a lavorare (comunque il padre le diede una dote annua di 500 sterline).

Nel 1853 diventò sopraintendente a Londra all'Establishment for Gentlewomen during Illness; di nuovo, in quell'anno, sentì "la voce di Dio" e decise che avrebbe aiutato per il resto della sua vita la gente povera ammalata. Nel marzo del 1854 scoppiava la guerra fra Inghilterra, Francia e Turchia contro la Russia; la cosiddetta Guerra di Crimea.
I feriti delle due parti erano tantissimi e arrivavano in Inghilterra notizie sui loro disagi dai tanti corrispondenti di guerra.
Così scriveva, per esempio, William Howard Russel, inviato del Times:
"I più comuni accessori di un ospedale qui mancano. Qui non si bada alla decenza e alla pulizia; il fetore è opprimente; l'aria fetida ostacola l'atmosfera purificatrice che non riesce a filtrare attraverso i crepacci dei muri e dei tetti e, da tutto quello che io qui vedo, posso affermare che tutta questa povera gente muore senza che nessuno faccia niente per salvarla. Sono i malati che assistono i malati e i morenti che assistono i morenti".

Sidney Herbert, Ministro della Guerra inglese che aveva conosciuto Florence all'Establishment, le propose di organizzare un gruppo di infermiere e di andare con loro a lavorare negli ospedali militari in Turchia. Era la prima volta che delle donne venivano proposte per l'assistenza in ospedali militari.

Florence accettò l'incarico e con 37 infermiere volontarie partì il 4 novembre del 1854 per Scutari, un sobborgo di Costantinopoli. Queste donne, abituate a lavorare in ben altre situazioni e con molti più agi, si trovarono di fronte ad un qualcosa molto difficile da affrontare, per la crudezza delle ferite vuoi per la mancanza di organizzazione. Inoltre inizialmente i medici non volevano il loro aiuto, ma bastarono solo una decina di giorni e quando arrivarono i tantissimi feriti della battaglia di Alma furono subito messe al lavoro per cercare di alleviare in qualche modo quell'orrore.
Florence organizzò al meglio tutto ciò che competeva il suo lavoro. Riorganizzò l'ospedale che passò ben presto ad un 50% di vite salvate in più.  Al suo massacrante lavoro aggiungeva  quello di scrivere lettere per conto dei soldati ai loro familiari. In molti casi li aiutò economicamente, li aiutò a spedire pacchi a casa, creando inoltre sale di lettura all'interno dell'ospedale stesso. Di notte andava a controllare lo stato dei suoi malati facendosi luce con una lampada, tanto da venir soprannominata "La Signora della lampada". Conquistò, così, il rispetto dei soldati ricoverati e fama in patria.
Nel novembre del 1855 in Inghilterra fu aperta una sottoscrizione a suo nome per permetterle di continuare il suo lavoro di modernizzazione del servizio infermieristico negli ospedali civili in Gran Bretagna. Ma, sempre nel 1855, Florence si ammalò forse di brucellosi; una infezione che minò gravemente il suo corpo. Tornò a casa nel luglio del 1856, alla fine della guerra, e fu chiamata a corte dalla Regina Vittoria e dal principe Alberto che vollero essere messi da lei al corrente della sua esperienza.

Segui un periodo in cui scomparve al pubblico. In questo periodo scrisse molto per la commissione reale che faceva ricerche sulle condizioni di salute nell'esercito. Sono davvero pochi quelli che sanno che i famosi "grafici a torta" oggi usati in tutto il mondo furono una sua invenzione; le servivano a dimostrare statisticamente nei suoi studi le probabilità dell'insorgere delle malattie. Lei li chiamava "coxcombs" (berretti da giullare).

Negli anni seguenti, pur gravemente ammalata, continuò a lavorare pubblicando scritti vari. Scrisse sulla sanità dell'esercito in India e della popolazione di lì, sui loro sistemi di irrigazione e del lavoro della terra.
Ma divenne ancor più famosa con la pubblicazione delle sue "Notes on Nursing" del 1859; una bibbia sul lavoro della infermiera dell'epoca. Tradotto in 11 lingue viene pubblicato ancora oggi. Per il contributo alle Statistiche dell'Esercito nel 1860 venne eletta, prima volta per una donna, "Fellow of the Statistical Society".

Sempre nel 1860 aprì la Scuola di Insegnamento per Infermiere al St.Thomas Infirmary, la prima scuola del genere. Tutto doveva avvenire esattamente secondo i suoi insegnamenti pur essendo confinata, a causa della malattia, in casa. Per le donne, grazie a lei si aprivano le porte a una nuova e rispettabile professione. Nel 1861 sentì per l'ultima volta "la voce di Dio".

Sempre nel 1861 ricevette richiesta di aiuto tecnico dall'Esercito americano impegnato nella Guerra Civile. Mandò informazioni e consigli al segretario della Guerra e a Dorothea Dix, sopraintendente delle infermiere americane dell'Unione.
A Natale del 1861 si ammalò ancor più gravemente. Non camminava più e per i successivi sei anni dovette essere trasportata da stanza a stanza. Continuava tuttavia a lavorare ai suoi scritti che alla fine della sua vita furono circa 200, fra libri studi e pamphlets. Nel 1865 si trasferì a vivere nel West End di Londra, a Mayfair; ci rimase fino alla morte.
Nel 1872 Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa, affermò che il suo lavoro era stato influenzato da quello della Nightingale. Nel 1883 la Regina Vittoria conferì a Florence Nightingale la Croce Rossa Reale in riconoscimento del lavoro da lei svolto. Nel 1890 la Edison registrò la sua voce su un cilindro che verrà poi restaurato nel 1939.

Il 13 agosto 1910 Florence morì nella sua casa di Londra, all'età di 90 anni. Si addormentò verso mezzogiorno, per non più svegliarsi.
Venne proposto di seppellirla nella Abbazia di Westminster; verrà invece sepolta, secondo le sue volontà, al St Margaret's, East Wellow, nella tomba di famiglia e vicino alla casa di Embley Park. La bara verrà portata da sei sergenti dell'Esercito inglese.
Una sola riga sulla lapide: "Florence Nightingale. Nata 1820. Morta 1910. Ha vissuto novant'anni e tre mesi".


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