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"That's all right" in vetta a un'insolita classifica dei brani
che hanno influenzato il costume stilata dal mensile inglese "Q"
Elvis, sua la canzone
che ha cambiato il mondo

Il pezzo di Presley batte Beatles, Sex Pistols,
Nirvana e Bob Dylan, tra i primi dieci della lista
di RITA CELI
 

LONDRA - E' That's all right di Elvis Presley la canzone che più di ogni altra ha cambiato il mondo. A deciderlo è stata una giuria composta da giornalisti di settore incaricati dal mensile britannico Q di stilare la classifica dei cento brani che "hanno cambiato per sempre lo stile, il costume e il mondo". E, a sorpresa, stato un brano di Elvis a salire in vetta, seguito da I wanna hold your hand dei Beatles e dalla versione punk dell'inno inglese God save the Queen dei Sex Pistols. Un podio in ordine cronologico: l'esordio di Elvis negli anni Cinquanta, i Beatles che raggiungono un successo internazionale negli anni Sessanta e la rivoluzione punk degli anni Settanta.
 

Era il 1954 quando Elvis adolescente si chiuse in uno studio di registrazione a Memphis per incidere alcuni brani. Scelse un pezzo blues poco noto e nacque la sua interpretazione di That's all right. Il brano fu l'inizio dell'inarrestabile carriera di Presley, ed ?considerato da molti come l'atto di nascita del rock'n'roll. E così Elvis ha battuto titoli memorabili come I wanna hold your hand, canzone che invece lanci?i Fab Four in America, Like a rolling stone di Bob Dylan e Good vibrations dei Beach Boys, anche questi tra i primi dieci.
 

Il verdetto della giuria ha fatto storcere il naso a qualche esperto. "That's all right è una bellissima canzone e tutti la consideriamo come quella che lanci?Elvis, ma non ha cambiato niente", ha detto Paul Gambaccini, uno dei veterani del giornalismo musicale, in un'intervista alla Bbc, "non fu neanche commercializzata in Inghilterra e non fu mai un successo negli Stati Uniti. Ma tutti guardiamo indietro a Elvis perché è il fondatore attendibile del rock and roll".

Ma la classifica, come sottolinea lo stesso mensile, non ?basata su sondaggi popolari o ricerche demoscopiche: è una lista realizzata dalla redazione e, come sempre accade, ?suscettibile di critiche perché le opinioni sono soggettive. Nell'elenco delle cento canzoni che hanno cambiato il mondo - disponibile da domani in un numero speciale di Q - figurano tra gli altri Smells like teen spirit dei Nirvana, quinta, e Billie Holiday, al sesto posto con Strange fruit, mentre la più recente si trova alla posizione numero 37 ed ?My name is di Eminem del '99. Tra i primi dieci ci sono poi Rapper's delight dei Sugarhill Gang, Walk this way dei Run DMC, Blue monday dei New Order e, al decimo, la collettiva Do they know it's christmas della Band Aid.

Diversi invece i risultati di un ampio sondaggio pubblicato sul numero di gennaio di Q dedicato ai migliori cento album di tutti i tempi. In questo caso a votare sono stati i lettori, evidentemente molto più giovani, e al primo posto si piazza Nevermind (1991) dei Nirvana, seguita da Ok computer (1997) dei Radiohead, presenti anche al quarto posto con The bends (1995), mentre al terzo c'?Revolver (1966) dei Beatles, che figurano anche in quindicesima posizione con Sgt. Pepper's. Al quinto ecco di nuovo Eminem con The Marshall Mathers Lp (2000) e i Sex Pistols con Never mind the bollocks (1977).

E ancora, Oasis all'ottavo con Definitely maybe (1994), U2 al decimo con Achtung baby (1991) e al sedicesimo con The Joshua tree (1987). Tra i primi venti anche In utero (1993) sempre dei Nirvana, The queen is dead (1986) degli Smith, Californication (1999) dei Red Hot Chili Peppers, London calling (1979) dei Clash e Ray of light (1998) di Madonna. Solo nelle posizioni successive troviamo Pink Floyd, Rolling Stones, David Bowie, gli Who, Elvis, Lou Reed, per chiudere alle ultime posizioni con Aretha Franklin e Beach Boys.

 


Tratto dal quotidiano la Repubblica

 

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